[ENGLISH  &  ITALIAN  BELOW]



Madame, Monsieur,


Les honorables membres du Conseil d'Administration du collectif citoyen des Homosexuel-les Musulman-es de France
a le plaisir de soutenir en ce jour son fondateur au moment de la sortie aujourd'hui de son nouvel ouvrage.
Entre l'essai et l'autobiographie, il y raconte comment sa quête spirituelle l'a amené des salafistes
de son adolescence en Algérie au mariage avec son partenaire sud africain :



        Quatrième de couverture :

« La renaissance ou la réforme de l’islam n’arrivera pas seule, il nous faut agir. Selon moi, l’homosexualité, quoi qu’on en dise, n’est pas un choix ; et il faudrait être fou pour choisir d’être homosexuel lorsque l’on vient du milieu socioculturel d’où je viens. Bien heureusement, ici en France, ce n’est plus un délit.

Je pense que c’est la représentation que certains Français de confession musulmane ont de leur religion, pas l’islam en lui-même, qui pose problème. C’est l’être humain dans toute sa complexité, sa connaissance, sa liberté d’autodétermination, sa capacité à l’empathie, qui font de lui un créateur de possibles, le successeur de Dieu sur terre selon les enseignements du Coran. J’ai compris que l’homosexualité telle que nous la vivons aujourd’hui, telle du  moins que la loi française nous permet de la vivre, ne va pas à l’encontre des principes d’un islam éclairé. »


Né à Alger en 1978, Ludovic-Mohamed Zahed a grandi entre la France et l’Algérie. Il est doctorant en anthropologie du fait religieux sur la question de l’islam et l’homosexualité. Il a créé plusieurs associations, dont HM2F (Homosexuels musulmans de France). Il est le premier musulman français à s’être marié religieusement avec un homme.

(Lire la suite et acheter le livre en cliquant ici).

"Le Coran et la chair" est sur le point d'être publié en anglais inch'Allah.









[ENGLISH]


Madam, Sire,


The honorable members of the Administrative Council of the citizen network of Homosexual Muslims of France
are pleased to sustain today their founder for the launch of his new book.
Between autobiography and essai, he tells us more about his spiritual quest from the salafi of his
teenagehood to the mariage with his partenr originated from South Africa:


       
       Back cover: 

"The revival or reform of Islam will not happen alone, we must act. To me, homosexuality, whatever they say, is not a choice, and one would be crazy to choose to be homosexual when one comes from the socio-cultural background where I come from. Fortunately, here in France, it is no longer a crime. I think it is the representation that some French Muslims have of their religion, not Islam itself, that is problematic

It is the human being in all its complexity, knowledge, freedom of self-determination, capacity for empathy, which makes us creator of possibilities, the successor of God on earth according to the teachings of the Qur’an. I understand that homosexuality as we live it today, at least such as French law allows us to live it, is not going against the principles of an enlightened Islam".



The "Qur'an and the flesh" is about to be published in English inch'Allah.















[ITALIAN] 


"Il Corano e la carne" di L.M. Zahed (MOI Voices 9)

"Le Coran et la chair" (Il Corano e la carne) di Ludovic Lofti Mohamed Zahed (MaxMilo, 196 pp., 15,90 euro) è il primo libro di questo genere, scritto da un omosessuale che è anche un musulmano devoto e che racconta le riflessioni che l'hanno portato ad essere colui che è diventato oggi, dopo quasi vent'anni di lacerazioni emotive ed intellettuali, nel tentativo di riconciliare la propria sessualità con la propria fede in Allah. Ce ne parla l'autore, 33 anni, nostro amico e collaboratore (leggi i suoi contributi).

Il libro inizia con il racconto della mia adolescenza, passata a studiare la religione a fianco del fratelli musulmani salafiti in Algeria, il paese dove sono nato. Una volta scoperta la mia omosessualità, però, ho cercato di allontanarmi il più possibile dalla mia eredità culturale. Poi, poco prima di compiere trent'anni, mi sono nuovamente tuffato nei Testi islamici. Inoltre, dopo studi in psicologia presso l'Ecole Normale Supérieure, ora sto svolgendo presso l'Ecole des Hautes Etudes en Sciences Sociales un dottorato in antropologia delle religioni che ha per tema l'Islam e l'omosessualità.

La mia testimonianza è personale, tuttavia si fonda su una retorica intellettuale precisa, finalizzata a illustrare il fatto che è possibile essere al tempo stesso omosessuali e musulmani e che l'Islam non è una religione intrinsecamente misogina ed omofobica. Che cosa possiamo fare di questa eredità noi musulmani di oggi?

Questa ricerca spirituale, identitaria, ha significato per me strapparmi dal grembo di mia madre, partire per un esodo per il quale non è previsto ritorno, fuori dalle mura del patriarcato. Questo ritorno ad un'età idealizzata dagli anni è impossibile per me come individuo, come è impossibile qui, nell'Occidente del XXI secolo - e presto anche in Oriente, nei paesi arabi - per tutti quelli della mia "specie". Oggi, gli individui appartenenti ad una minoranza sessuale che non hanno scelto, ma nella quale tuttavia sono attivamente coinvolti, vivono in una società definita certamente "libertaria", ma in cui gli "altri", molto probabilmente a causa di un controllo sociale che si esercita normalmente all'interno della società, vogliono ad ogni costo sapere chi siamo, da dove veniamo, quali sono le nostre pratiche sessuali, eccetera... E' come se la società ci concedesse il diritto di fare e di essere quello che vogliamo, a patto di sapere chi siamo nei minimi dettagli, tornando, se necessario, ad un controllo sociale che potremmo definire un po' più... pressante.

Senza dubbio io sono fortunato, da un certo punto di vista. Un tempo pensavo all'Islam, e di conseguenza al mio rapporto con il corpo e con la sessualità, in modo ristretto, stereotipato, escludente. Pensavo di poter scegliere solo tra due opzioni: il silenzio o la morte sociale, per non dire peggio. Ho appena cercato di ripercorre attraverso questo libro il modo in cui mi sono sradicato, passo dopo passo, come un bambino spaventato, dall'harem del padre, riappropriandomi della mia eredità dal punto di vista del culto, dell'intelletto, della cittadinanza.

Oggi tutto mi porta a credere che non sono un essere umano meno degno degli altri, tenendo conto dell'assiologia e dello spirito dell'Islam. Tuttavia, per anni ho rifuggito la mia fede, prima di rendermi conto che essa era parte integrante della mia identità: la mia fede scorre dentro di me a tratti in modo più vivace del sangue stesso delle mie vene. Oggi questo sangue non mi brucia più. La mia fede non mi logora più, non mi tortura più a causa di quello che sono. E' una vittoria amara, ma è anche una vittoria di cui non dubitare, perché l'ho ottenuta dopo tante lotte e dopo tanti sacrifici, dopo aver tante volte pensato che avrei dovuto bruciare una parte di me stesso per riuscire a passare sull'"altra sponda" della mia esistenza, su un'"altra riva" immaginaria, illusione morbosa e immatura. Ho la sensazione di essermi meritato il rispetto da parte della maggior parte dei miei pari e, soprattutto, il rispetto da parte di me stesso.

Credo che sia essenziale capire che l'omosessualità non è un caso a parte, ma che è, al contrario, l'ipotesi che permette di esplorare l'assiologia islamica senza compiacenza. L'omosessualità non mi permette di portare avanti rivendicazioni particolari: essa mi permette di sollevare, in modo incandescente, problematiche che riguardano tutti i musulmani di Francia e, ben oltre loro, tutti i nostri concittadini. Infatti, la problematica posta dall'omosessualità all'interno dell'Islam permette di sollevare la questione fondamentale del rapporto con l'autorità religiosa, con il dogma e, di conseguenza, con la libertà di disporre di se stessi e di definire la propria identità, ancora una volta senza compiacenze, senza compromessi, senza sottomissioni.

Così, partendo dalle mie riflessioni personali, sulle quali ho costruito varie azioni ed iniziative civiche molto concrete e spesso essenziali, oggi credo che noi che apparteniamo ad una minoranza, qualunque essa sia, non abbiamo altra scelta che farcene carico ed essere visibili e far valere i nostri diritti, uscendo, ciascuno secondo i propri ritmi, ciascuno a suo modo, dalla penombra e dalle tenebre a volte comode dell'harem per penetrare, con la testa alta ed a viso aperto, nella luce piena.





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COLLECTIF CITOYEN POUR UN ISLAM DE FRANCE VÉRITABLEMENT INCLUSIF, 

& UNE LAÏCITE VÉRITABLEMENT RESPECTUEUSE DE TOUTES LES CROYANCES.

Porte-parole, L.Zahed - 29 mars 2012

Au plaisir de bientôt vous comptez parmi nous.
http://www.homosexuels-musulmans.org
homomusulmans@gmail.com



   

HM2F, notre collectif citoyen, est coordinateur international de la conférence internationale
CALEM - financée en 2012 par le conseil de l'Europe et qui reçu le prix
Pierre Guénin de SOS homophobie -,
membre de la Fédération LGBT, du RAVAD, de l'ILGA ;
membre des collectifs interassociatifs Pinar Selek et IPERGAY, et
membre fondateur du MTE.

Le collectif HM2F est l'aboutissement d'une collaboration fraternelle entre des homosexuel(le)s (ou des citoyens appartenant à d'autres minorités sexuelles visibles) : qu'elles ou qu'ils soient athés, de confession juive, de confession musulmane, chrétienne, bouddhiste ou autre... C'est une grande fierté !
Et nous fomentons le secret espoir à la face du Destin, que cette pluralité et ce "vivre ensemble" citoyen et collégial,
restera la pierre angulaire sur laquelle nous continuerons de bâtir nos projets communs, inch'Allah.